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BUGIA

armonia studio olistico
Pubblicato da Donatella Pederzoli in Riflessioni · 9 Settembre 2020
Tags: BugiaVeritàRicercaRiconoscimentoAmbientementaleMaya
L'umano bisogno di sentirci speciali conduce alla continua ricerca di scoprire
chi siamo.
Fino ad un importante punto di svolta dove, ormai stanchi dell'infinito loop di ricerca, ci accorgiamo della grande bugia e di tutte le storie che ci siamo raccontati per confermare la parziale verità.

Eh si! Il velo è sceso e nulla potrà più mantenerci in quella fatica. Avere ed accumulare conoscenza o altro per arrivare ad un punto in cui la fatica sarebbe scomparsa?!
Osserviamo il loop ed ecco il punto!
E' sempre stato qui e strillava “non c'è nulla da cercare, nulla da migliorare!” ma il passaggio era dovuto, il passaggio si sarebbe attivato solo dopo averlo attraversato.
Dopo aver abbandonato ora possiamo rilassarci e alleggeriti dal non avere, dal non cercare un punto d'arrivo si mostra chiara la tanto difesa identità personale che tratteneva nella visione parziale o separazione.
Ecco la bugia!
Ed ora? Se prima non sapevo chi ero figuriamoci adesso oltre ogni logica spiegazione.

L'unica apparente certezza è l'impossibilità di continuare a nascondere me stessa dietro l'ambiente mentale che ho costruito e che chiede con forza di essere nutrito.
Ora distinguo alla perfezione tutti gli specchi nei quali l'identità ancora supplica di sopravvivere; fittizi bisogni, abitudini relazionali, desideri più o meno realizzati...la vittima di me stessa e molto creativa!
Osservo la mente turbata in crisi d'astinenza da pensieri circolari mentre propone i più brutti demoni, scalciando a suon di emozioni per arrivare al corpo fisico, al corpo di dolore. E' la sua unica via per cercare di non essere “sfrattata”, per cercare di spostare l'attenzione dal sentire che attiva l'emisfero antagonista alla logica strutturale. Nient'altro può se non colpire ciò che conosce, trovando logiche giustificazioni travestite da falso amore.
Un falso Sè può vivere solo un falso amore o amore parziale, osservato da un unico punto.

Ma il riconoscimento porta connessione tra i punti e l'energia si connette, il passaggio si apre e la nebbia si dirada, ora il gioco del dolore è smascherato e non riesce più a nascondere l'Amore. Sotto la costante osservazione del vero Sè tutto ha valore, tutto è Me. Non più perché me ne preoccupi ma per viverlo.
Il passaggio dalla porta stretta delle paure ha mostrato la sostanza illusoria di cui erano fatte, ha “guarito” dall'illusione, disintossicato dalla dipendenza dell'identità.
Abbandono la lotta alla sopravvivenza e mi innamoro della Vita, ed è la stessa intensa sensazione di perdersi, ma invece che nell'altro perdo me e trovo il Sè!

Senza più la fatica di cercare o di avere, la sola esperienza diretta di Essere ha potuto fugate ogni dubbio di quella vittima cosi attaccata ai concetti e alle forme. Donatella ha ricordi nitidi di ogni ricerca, di ogni relazione con quello che credeva il mondo esterno, così come d'aver arricchito l'intelletto di concetti e conoscenza. Tutto perfetto e nessun umano rimpianto solo un'indescrivibile leggerezza dell'Essere preceduta da un lampo di chiarezza quasi lancinante nel momento in cui anche gli emisferi cerebrali si connettono mostrando l'intero disegno che fa crollare “Maya” e permette l'incontro o meglio il riconoscimento dell'Assoluto.
Un espansione che toglie il fiato, un calore conosciuto simile ad un abbraccio stabile a cui abbandonarsi.
Un sapere antico che è Essenza e nient'altro.

Tutto ciò che avevo cercato altrove è sempre stato lì, a fianco della persona, nell'emisfero a fianco, a costruire insieme storie che hanno profondamente emozionato e che continueranno ad emozionare. Tutto ciò che è illusoriamente mancato in realtà è lì. Tutto torna e ha un senso.
Come descrivere a parole la grande ondata d'amore che porta l'emozione più forte di tutte?
La commozione, l'espansione di quel Tutto indefinibile che riempie e smonta il più grande fraintendimento.

Grazie...MA a CHI?!

Al lampo invisibile che unisce e si mostra in ogni forma. Una forma che non vede l'altro ma si vede nell'altro.
Ecco quale è sempre stato il senso del concetto "Tutto e Uno".
Grato a tutto per tutto, non solo per ciò che è “comodo” all'identità.
Ora che non è più un concetto ma una percezione costante quasi tangibile non lascia spazio alla paura di perderla o a qualunque altra paura.
Il programma limitante mancanza è disinstallato e il Tutto disponibile si riorganizza secondo le sole Leggi Universali. Senza il freno tirato, senza voler portare la vita in una direzione o nell'altra la
vita scorre naturalmente e tutto è molto semplice, anzi un piacere!

Nell'esperienza di vita nessun “lavoro” consapevole sul controllo ha mai portato risultati, semplicemente perché anche quella era l'identità che voleva questo e quello.
Inizio ad amare Donatella che crede di avere il controllo e dall'Essenza la osservo invece di cercare da Donatella di vedere l'invisibile Essenza.

Un sentire speciale invece di sentirmi speciale, un espansa percezione oltre i sensi fisici e ben oltre le parole, ben oltre ogni tipo di conoscenza dove la persona collabora curiosa di cos'altro si mostrerà adesso che sa lasciarsi pulsare di Vita.
Quella Vita che è ancor prima di ogni creazione, che esiste prima di essere vista e pervade ogni atomo avvolgendo le forme d'infinite sfumature ed intensi colori.

Osserva in te l' Assoluto che non chiede e non condiziona essendo il Tutto ed il Nulla!



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